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La
ceramica, diffusamente coltivata come hobby
nella civiltà moderna, a recupero di una manualità
divenuta un mito -
e per più tempo classificata come "arte
minore" - è, o può essere,
in realtà, un genere artistico di pari dignità
(creativa) come la scultura, la pittura, l'architettura
e tutti gli altri generi in cui si è esercitata la
mano, ovviamente l'ingegno, dell'uomo.
Tradizioni
storiche, equivoci culturali, hanno applicato alla
ceramica una etichetta impropria. Il termine
greco keramiké
(arte
del vasaio)
si riferisce a tutta una produzione, non solo greca, di
interesse molteplice, dall'antropologico all'estetico,
ma che non definisce di per sé, né può definire in
modo assoluto, l'arte della ceramica, o meglio:
l'arte (o l'artista) che realizza un
"manufatto" o l'opera utilizzando i
mezzi della ceramica: la terra, l'acqua, il fuoco.
La
plasticità dell'argilla è la caratteristica che più e
meglio definisce e visualizza l'atto creativo, inteso
come "opera":
frutto di intenzionalità spirituale e capacità fabrile.
La
terracotta è certo, fra tutti, il materiale d'arte più
fragile, il più povero. Eppure, la terra, all'origine
cosi informe, immagine stessa del caos, del primordiale,
del nulla, già asciugando ed essiccando mostra e
conserva netta la sua forma, il segno impresso, e con
l'azione del fuoco diviene dura e duratura, come la
pietra.
Per
paradosso, nella sua fragilità, resa cristallina ad
opera della cottura, l'arte ceramica (opera
fictilia) è
quella che più di ogni altro manufatto ci ha trasmesso
segni e testimonianze dell'umana vicenda.
Un
vecchio ceramista mi diceva spesso, in fase di
manipolazione: "ricordati, l'argilla ha una
memoria".
Potremmo parafrase tali parole dicendo che
l'argilla, e dunque l'arte ceramica, si identifica
come la memoria storica dell'uomo.
Che la si voglia poi considerare un antico mestiere,
un'attività artigianale (tutt'al più "artigianato
artistico"), oppure una manifestazione
dell'opera dell'uomo classificabile fra le Belle Arti,
dipende non dalla materia, non dalla funzione, ma,
semplicemente, quanto ovviamente, dalle specifiche
qualità artistiche ed estetiche dell'opera.
Come
in tutti i generi artistici.
Come ci ha mostrato, uno per tutti, Pablo
Picasso.
Per un approfondimento sull'argomento, fra
altri,
visita http://www.ceramics-online.it/
> storia
da "I
GIUSTI":
Il
ceramista che intuisce un colore e una forma. (Jorge
Luis Borges, 1981)
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