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               chi è / histon art   / nota critica                             
 
   
 

 

 

            

                                                         documento/testimonianza

 

       L’esperienza artistica in Giuseppe F. Pollutri – che sia interpretata e resa visibile 
o tangibile con il colore, con la creta o con il verso poetico - è mezzo per rendere manifesta, attraverso la mediazione dei sensi, lidea della natura che diviene, nella realtà spazio visivo e temporale: psiche e tecnica.
()
Per Pollutri dipingere, modellare o scrivere, significa dare un senso all'esistenza che non sia il semplice trascorrere delle ore, ma che dal trascorrere delle ore prenda avvio, volgendosi alla concretezza sensibile della corporeità (per l’attività pittorico-ceramica), o del pensiero-sentimento (per quella critico-letteraria). Il gusto della materia, come sostrato e come manifestazione cromatica, è connaturata al nostro autore, ed è linevitabile medium attraverso il quale si esplica la sua arte. () Nelle opere di questo autore, come in ogni artista, il conflitto è evidente fra il mondo sensibile originariamente caotico o dal tempo corrotto e la generazione dell’immagine-forma (la materia riaggregata). Formalmente, lequilibrio visivo, il buon gusto e leleganza delle forme, sono il frutto di un instancabile lavoro e di una perizia tecnica maturata negli anni attraverso le vie e le modalità esperenziali più disparate, da quelle classicamente didattiche a quelle autoprodotte.
(…)

   In questa pressoché quotidiana attività, più che il valore ipoteticamente assoluto dell’opera, a risultare importante è la sua sofferta e costante ricerca, nella materia e nellemozionale umano. E nello scrutare, nel ricercare anche tutto ciò che gli è esterno o che sembrerebbe estraneo alla stessa arte, che istintivamente nutre la sua evoluzione interiore. Offrendo, nonostante la riluttanza espositiva della persona, il suo equilibrato e talvolta sofferto proporsi, delle opere di sicuro valore artistico-culturale e una fruizione estetica che ha in se stessa, per quanti hanno la ventura di incontrarle o di averle per sé, la sua origine e il suo fine. 

(da Arte: Apparire ed Essere” di Gugliemo Greco, in Nuova Immagine, 2004)

 

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