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  opera punto d'Arte

  NOTE & RECENSIONI 

             

  a cura di G. F. Pollutri



     

                                                                                                     [ Indice ]   
  

       LE IMMAGINI DI GIOR PONZIANI

     Si sa, l'acquerello è una tecnica pittorica di particolare difficoltà esecuti­va ove non si possieda un qualche specifico talento e soprattutto una sicura preparazione di base, affinata da pre­ziosa esperienza di lavoro. Pure, è al­trettanta diffusa l'opinione che questo sia un genere di pittura  inferiore", forse a causa di precedenti storici che vede nascere l'acquerello come esercizio privato e/o preparatorio da parte di grandi della pittura quali A. Durer, P. Paul Rubens, Anton van Dyck. Che tale credenza sia sostanzialmente falsa, o non più vera, ci è stata dimostrata nell'età moderna soprattutto dalla raffinata scuola inglese (si ricordi fra tutti W. Turner, 1775-1851) e, in Italia, da un antesignano: Giacinto Gigante della scuola napoletana o da un B. Pinelli, o da Roesler Franz. Ma, tali grandi firme” a parte, nel gremito panorama di acquarellisti che sfruttano, per così dire, la decisa rivalutazione (più pratica che ideale) che tale genere pittorico ha conosciuto negli ultimi decenni, trovo di particolare preziosità critica sottolineare la cifra stilistica e poetica di Gior Ponziani, anziano maestro di pittura che ha conservato negli anni un fresco entusiasmo giovanile, saggiamente centellinato, nelle opere e nelle parole, da una illuminata senescenza.

L'acquerello di Gior Ponziani - tecnica che il nostro ama alternare da sempre, con un interessante e sottile mutuo scambio tecnico-formale, con l'olio e la grafica - certamente non è  “minore”, non è “di genere”, né “di maniera”. Laddove, infatti, altri mostrano di compiacersi sterilmente (scambiando il mezzo con il fine) della loro abilità tecnica e riproducono incessantemente sui loro cartapreziosi fogli solo e soltanto gradevolissimi quanto estetizzanti acquerelli, questo artista romano utilizza la tecnica acquerello” per dipingere, ovvero per tracciare immagini di vita, di vita riflessa in immagini, di conoscenza psichica e di amore eidetico per il creato: per una pietra sul ciglio di una strada, per un muro corroso e sgretolato, per un albero squassato dal vento, per una nuvola, per un tetto (una sedia, un tavolo, un fiasco spagliato), per una figura umana che passa nell'orizzonte visivo e già scompare dietro l'angolo di una strada o in fondo ad un viale. 
E' un narrare del mondo, un colloquiare, pacato e fiducioso, con le cose e con gli uomini.

Un impegno, artistico e umano, che si giova al meglio di una tecnica difficile quanto povera (acqua, pochi colori, poco o nulla di colore), di un genere prezioso, raffinato e definito minore; di tematiche semplici, di vita ordinaria; di scelte formali e poetiche schiette e genuine, rimaste del tutto intatte da tentazioni modernistiche “concettuali”. Immagini semplici ma sicure, tracciate con mano esperta ed occhio allenato a percepire fuggevoli, ma decisive, vibrazioni di luce e di colore, fissate in composizioni istintivamente equilibrate e serene, in una gamma cromatica discretamente ricca e sapiente, in un variare di brillantezza, luminosità, tono e vigore, in dipendenza dell'atmosfera o della luce (non meno, del sentimento) con cui l'artista ebbe a visualizzare l'immagine riprodotta.

Le immagini di Gior Ponziani, artista schietto e di mano sapiente, hanno la salubrità di una  fresca boccata d'aria" su un bianco dilavato ponte in pietra sul Tevere, la pacata malinconia di un pensoso trascorrere tra le viuzze ombrose della vecchia Tivoli.


                                                                G.F. Pollutri per "l’Aniene", 27 maggio 1984 
                  

da 
Rassegna allo Studio d'Arte Villa d'Este - dal 5 al 15 maggio 1984
Patrocinato dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Tivoli  

       
            

                                                                                            

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