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opera punto d'Arte |
NOTE & RECENSIONI |
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a cura di G. F. Pollutri |
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tratto dalla ampia
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Questa in sostanza la “doglianza” del Segretario del Premio R. Bontempo, preoccupato di una “morte per asfissia” non solo dell’evento vastese, ma della cultura della provincia, queste le “cose poco piacevoli e con amarezza” dette nella circostanza da un Sindaco, all’ultimo anno del suo mandato, che poco o niente si è occupato di tali questioni. Discorsi politici, insistiti, quasi di propaganda. Sicché, al pubblico dell’Inaugurazione, lì convenuto per sentir parlare di arte e di qual genere di opere fossero in mostra quest’anno, non è rimasto che attendere le parole del Critico. Floriano De Santi, a sua volta, dicendosi “sorpreso” di quante e quali difficoltà siano frapposte oggi alla vita della Cultura da parte del Pubblico, un tempo tanto generoso verso tutto e tutti, mutando l’ordine degli argomenti della sua “scaletta”, anche lui ha sentito il bisogno di dover testimoniare con sue vicende personali di quale grettezza siano capaci le Istituzioni, specie se queste sono governate da altra e non affine parte. Così, pur passando a dire di filosofia dell’arte nell’età moderna, ha richiamato l’attenzione dell’uditorio sulla bontà dell’ansia di cultura (rappresentazione del “passato oppresso”) di W. Benjamin, rilevando di quanto “regressiva” fosse, e ancora sia, la filosofia di destra, cominciando da Nietzsche, “un Dioniso senza seguito di Baccanti”. Dopodichè il professore ha enumerato gli artisti in mostra, con qualche enunciazione per ciascun’opera, passando dall’esponente del “materico” al rappresentante del “citazionismo pop”, dal seguace della “pop-art mutata” al protagonista del “post-moderno”…
Insomma: un critico, tanti diversi artisti e nessun
vero nucleo caratterizzante questa esposizione d’arte contemporanea.
Succede – la solita storia – quando il Comitato promotore del Premio
Vasto si limita ad affidare incarico a qualcuno, dotto in materia, che a
suo piacere intellettivo s’inventa un tema, un titolo (come quello di
quest’anno, buono per qualsiasi Esposizione, non solo contemporanea),
portando in mostra l’artista disponibile o quel che il gallerista più o
meno interessato offre. Per il resto, il noto critico si è espresso con
frasi di questo genere (cito dall’elegante Catalogo):
Per la cronaca c’è da dire, con l’assessore alla Cultura – A. Suriani,
che quest’anno il Premio “abiterà un luogo nuovo”, il Palazzo Aragona,
sconosciuto ai più, “uno spazio di straordinaria suggestione nel nome
dell’Arte”. Quell’arte di cui assai poco possono dire le parole dei
politici e talvolta neppure quelle ricercate dei critici, ma che sta
tutta e soltanto nel manufatto esposto, leggibile senza discorsi
aggiunti ed etichette.
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