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opera puntod'Arte        

                  

         
     
              

           materia forma colore, l’anima visibile del mondo


 

      Alla scoperta, al quotidiano svelarsi dell’immanente spirito del mondo provvede l’homo faber, l’artista, colui che mette mano con cosciente quanto a volte illusoria consapevolezza a formare la materia, con sue impronte, con i propri gesti e segni, con grumi cromatici. La materia, la forma, il colore: paradigma della stessa creazione artistica, processo interattivo di idea, contenuto, manufatto. Tanto più è vero in un processo che utilizza come mezzo espressivo la creta, essenza prima e metaforica del caos a-formatico primordiale. L’opera (d’arte) si evidenzia ad opera del fuoco in pietrosità materica, velata da patinature leggere e sapienti a dare profondità tegumentale del tempo, o si imbelletta, come antica e novella  vergine muliebre, con i segni cromatici dell’incanto, del simbolo etnico e ancestrale, della seduzione  poetica ed estetica.

I protagonisti di questa ennesima avventura-vicenda, artistica ed umana, sono Gianfranco Bevilacqua e Giuseppe F. Pollutri. Hanno per decenni, ognuno con un percorso diverso e parallelo, prodotto per sé e per gli altri manufatti e simboli, immagini e forme. Traccia segnica e testimonianza di una vita spesa nell’intento, profondamente antropico, di realizzare manufatti che siano recettori, sia pure soggettivamente,  di informazioni sull’universo e sulla vita dell’essere umano nella sua condizione di materia perennemente disgregata e riaggregata, a cui un Essere supremo ha inalato, con un soffio duraturo nel tempo, l’anima visibile del mondo.
La sua essenza, la sua forma.
 
(Città del Vasto, luglio 2007)

                                                                                                      [ G. Bevilacqua ] [ G. F. Pollutri ]


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