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Gianfranco BEVILACQUA è un
poeta della creta e possiede uno stile maturo e
armonico, fortemente espressivo e suggestivo. Egli
teorizza la libertà assoluta della forma anche se
condizionata dalla figura; ritiene che la realtà sia un
continuum di forme che s’incastrano e si trasformano e
che nulla abbia contorni definiti e netti; ci suggerisce
un mondo di grande immaginazione, di fascinosi percorsi;
crea suggestioni forti anche quando rappresenta figure
dolorose e tenta una possibile poetica della bellezza.
(…) Tutte le
sculture di Bevilacqua hanno un fascino particolare.
Egli conosce bene il giuoco di vuoti e di pieni e
imprime alle sue sculture una flessuosità e una
morbidezza di linee che ci riportano da un lato alla
scultura classica e dall’altro al dinamismo della
concezione futurista. (C. Di Pietro)
(...) la scelta della terra (cotta), appena velata da
atmosfere cromatiche, non è casuale, ma interpreta di
per sé motivazioni e intendimenti poetici dell'artista.
Con tale primario mezzo espressivo Bevilacqua realizza
un unicum materia-forma, funzionale ad un
atteggiamento emotivo e demiurgico dinanzi alle
possibili forme-immagine in cui si manifesta la vita ed
il creato.
Forme plasmate non a tutto tondo, ma da una sorta di
corteccia materica che, mentre configura l'immagine,
conserva ed esprime mutabilità e caducità della forma e
della stessa materia che la struttura.
(G.F. Pollutri)
Bevilacqua
affida alla terracotta la testimonianza delle sue
capacità di umanizzare le figure e di esprimere i suoi
sentimenti.(…)
Alla
bellezza e all'armonia del corpo femminile.
caratteristiche della scultura classica, il Nostro
aggiunge il dinamismo e la problematicità esistenziale
dei soggetti dell'arte moderna.
(…) Sono
immagini di donne create apposta per essere liberate e
rappresentano la testimonianza che per Bevilacqua la
scultura è catarsi: gioia di creare per salvare oltre
che per evocare. Alla bellezza e all’armonia del corpo
femminile, caratteristiche della scultura classica, il
Nostro aggiunge il dinamismo e la problematicità
esistenziale dei soggetti dell’arte moderna. Passato e
presente si fondono, e nella simbiosi tra l’essere e il
divenire sta tutta la sua originalità e modernità.
… (C. Tuccitto)
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